Abruzzese, nativo di Scurcola Marsicana Aulo Colucci è stato un allievo di Mario Pomilio e Ugo Maria Palanza negli anni giovanili del liceo; subito dopo si è trasferito a Roma per motivi di studio e di lavoro, portando con sé il ricordo dei valori e dei sapori d'Abruzzo, dominati dal sentimento cristiano della vita.
Prove della vocazione poetica si ritrovano sin qui su riviste sparse a testimoniare la presenza della terra natale assurta a mito e il recupero memoriale di quegli attimi quotidiani di ripensamento elegiaco che hanno fornito senso e sentimento alla sua prima raccolta, l'intervallo difficile, e che continuano con la stessa assorta tonalità in briciole del quotidiano.
Di seguito sono riportate alcune poesie tratte dal libro: Briciole del Quotidinao
Anna
metti le tue mani
tra le mie
e non temere.
Lascia che fuori
imperversi la tempesta,
guarda con me
il fuoco nel camino
e dimentica.
Per darti calore ho spaccato legna
per darti pace
ti parlo con dolcezza
e metto fiori tra i tuoi capelli.
Ecco,
ora siamo fuori del tempo,
siamo i soli della terra.
Mentre straripano i torrenti
e il vento squassa gli alberi
tu poggi la testa sulla mia spalla
e mi fai sentire il tuo uomo.
Grazie
Grazie
o Signore per i tanti miei difetti
per tutti i miei errori
e i miei rimorsi.
Senza di loro
sarei
ancora più insopportabile,
neppure col desiderio
di essere migliore.
L'ultimo
Cristo
la mia fede
è quella di Tommaso
che pieno di dubbi voleva mettere il dito
nel Tuo costato.
Cristo
la mia fede
è quella di Filippo
che per crederTi
voleva vedere il Padre.
Con tanta poca fede,
tanto poca,
accettami
Cristo
come l'ultimo che cammini
fra i Tuoi Discepoli.
La mia mente
La mia mente
va spesso al giorno
del mio tempo compiuto,
quando anch'io
sarò giudicato sull'amore.
Signore,
Tu che sei morto per amore risorto per amore,
ascolta il grido della mia preghiera:
anche se non ho amato abbastanza,
anche se non merito il Tuo perdono,
quel giorno, per amore,
ammettimi a vedere il Tuo volto.
Voglia di tenerezza
Un bimbo
con il viso
premuto
sul collo
della mamma,
due fidanzati
abbracciati
che si toccano con la fronte,
due uccelli
che si chiamano,
un vecchio
che canta nenie
alla nipotina
e intorno
gente e gente
con tanta voglia di tenerezza
e tanta solitudine dentro.
Padre
Padre mio
che hai vissuto
onesto e giusto
pieno di premure
verso gli altri.
Padre
è bello
poterti parlare
con il cuore
con il pensiero
e sentire
quando la vita è più dura
la tua mano
sulla mia spalla.